Rimedi

Perdite durante la menopausa: cosa fare

Pubblicato il 12/11/2019

Anche tu hai notato delle perdite di sangue in menopausa nonostante il ciclo non si presenti più da almeno un anno?

Non spaventarti, si tratta del fenomeno noto come spotting in menopausa; un sintomo da conoscere e non sottovalutare, che richiede il consulto del tuo Medico di fiducia o del Ginecologo.

Vediamo insieme le cause dello spotting e perché è importante controllare eventuali perdite di sangue marrone o rosa sin all’inizio della menopausa e in pre-menopausa.

Lo Spotting in menopausa e pre-menopausa: quando è “normale”

Durante la pre-menopausa e l’inizio della menopausa le perdite di sangue, da rosa a rosse o marroni, possono rappresentare il segnale evidente delle alterazioni ormonali in atto, la principale causa organica dello spotting.

In particolare, lo spotting in premenopausa è causato dagli scombussolamenti ormonali che riguardano non solo i livelli di estrogeni in calo, ma anche quelli di progesterone.

All’inizio della menopausa, invece, può essere dovuto ai pochi estrogeni ancora presenti in circolo.

Una volta che il ciclo cessa, gli spot ematici in menopausa dovrebbero scomparire entro i primi 6 mesi di completa assenza del ciclo.

In pratica, se il ciclo è assente da più di un anno, allora lo spotting non si dovrebbe verificare, ovvero non si dovrebbero notare né macchie da rosa a marroni sugli indumenti intimi né, tantomeno, perdite di sangue in menopausa.

Tuttavia, se ciò avviene, è importante consultare immediatamente il Medico di fiducia o il Ginecologo, in particolare se:

  • Le perdite o le gocce di sangue in menopausa sono consistenti;
  • Perdurano per un periodo di tempo inconsueto;
  • Si presentano dopo aver avuto rapporti;
  • Si stanno assumendo farmaci o altri rimedi per controllare i sintomi della menopausa a base di estrogeni di sintesi.

Inoltre, lo spotting può essere dovuto a stress, una delle cause funzionali principali delle perdite ematiche in pre-menopausa, così come tra un ciclo e l’altro anche nelle donne in età fertile.

Non c’è alcun bisogno di spaventarsi, ma ti consigliamo di indagare sulle cause dello spotting, consultando subito il tuo Ginecologo al fine di poterti tranquillizzare, valutare eventuali terapie alternative e verificare la presenza o meno di altre problematiche da risolvere.

Quali sono le principali cause delle perdite dopo la menopausa?

Le cause di spotting in menopausa e in pre-menopausa possono essere svariate: da una semplice infezione o infiammazione ad una terapia troppo forte o errata, passando per alterazioni morfologiche dellapparato genitale femminile (utero e vagina), fino ad arrivare nei casi più estremi al cancro uterino.

L’indagine è necessaria, innanzitutto per escludere complicanze severe. La diagnosi precoce, infatti, è fondamentale per intervenire in modo efficace fin da subito.

In ogni caso, capire le cause dello spotting permette di risolvere il problema, anche in presenza di altre problematiche fastidiose e curabili, al fine di migliorare la salute e la qualità di vita della donna in questo momento già segnato da importanti cambiamenti.

La principale causa organica di spotting è rappresentata dalle variazioni dei livelli di estrogeni che possono favorire alterazioni strutturali e funzionali a livello uterino che si manifestano con sanguinamento, ma non è l’unica.

1. Terapia ormonale

Se si stanno assumendo estrogeni di sintesi o naturali, ovvero si è in trattamento con la Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS), così come l’integrazione di isoflavoni della soia e del trifoglio rosso, o lignani da olio di semi di lino, lo spotting rappresenta uno dei potenziali effetti indesiderati da conoscere e controllare.

In genere, è la conseguenza di dosaggi troppo elevati e tutto si dovrebbe risolvere con un adeguamento della dose da parte del Medico o del Ginecologo.

2. Atrofia endometriale

L’atrofia endometriale è dovuta principalmente allabbassamento dei livelli di estrogeni.

In particolare, i bassi livelli di estrogeni possono causare secchezza o assottigliamento della parete vaginale e questo può comportare forti sanguinamenti.

3. Iperplasia endometriale

L’iperplasia in menopausa, al contrario, è dovuta all’aumento dei livelli di estrogeni in associazione a bassi livelli di progesterone che determinano uno stimolo senza risposta dell’utero non più funzionale.

In pratica, queste alterazioni ormonali comportano un ispessimento della parete uterina che, se trascurato, può degenerare in cancro uterino.

4. Polipi

Si tratta di escrescenze che possono svilupparsi nella cervice uterina o nell’utero e potrebbero causare il sanguinamento; normalmente sono di carattere benigno.

Tutte queste condizioni devono essere monitorate o risolte per prevenire eventuali complicazioni.

Come diagnosticare e curare le perdite anomale

Una donna in menopausa chiede una diagnosi al suo Ginecologo

Oltre ad una visita, il Medico potrebbe ritenere necessario sottoporti ad ulteriori analisi anche strumentali (ad esempio dosaggio ormonale ed ecografia transvaginale), per capire le cause del sanguinamento.

Una volta identificato il problema, ti verranno proposti trattamenti diversi, da valutare insieme al tuo Medico.

Per esempio, ecco alcune possibili soluzioni:

  • I polipi possono essere asportati tramite intervento chirurgico;
  • L’atrofia endometriale può essere curata farmacologicamente;
  • L’iperplasia endometriale attraverso una cura a base di progesterone, oppure può essere rimossa ricorrendo all’isteroscopia.

Qualora il sanguinamento sia dovuto alla terapia a base di estrogeni di sintesi (TOS) o naturali, il Medico può adeguare il dosaggio oppure valutare terapie alternative agli ormoni per attenuare le vampate di calore e altri sintomi della menopausa.

Alternative al trattamento farmacologico

Come alternativa alla TOS, ad esempio, sono disponibili gli inibitori del reuptake della serotonina (SSRI) o della noradrenalina (SNRI).

Alternative a isoflavoni e lignani

Una tisana al tè verde contro le perdite ematiche in menopausa

Sono disponibili diversi estratti erbali di supporto per il contrasto dei disturbi della menopausa che non modulano i livelli ormonali.

In particolare:

  • Gli estratti di salvia per le vampate di calore e le sudorazioni notturne;
  • Gli estratti di maca e rodiola come tonici in caso di stanchezza e adattogeni per favorire l’adattamento allo stress;
  • Gli estratti di valeriana, melissa o griffonia per le problematiche dell’umore e le alterazioni del sonno;
  • Gli estratti di tè verde, carciofo e peperoncino in caso di pancia gonfia, per favorire lo stimolo del metabolismo e anche il drenaggio dei liquidi corporei;
  • Alcune vitamine del gruppo B e la vitamina C per il sostegno del regolare metabolismo energetico e la riduzione di stanchezza e affaticamento.

La vitamina D, inoltre, è indicata per mantenere le ossa normali; lo zinco e il rame, invece, coadiuvati dalla vitamina C, aiutano le cellule a proteggersi dallo stress ossidativo. E con il cromo, regolano il metabolismo dei macronutrienti, carboidrati, lipidi e proteine.

Queste informazioni sullo spotting in menopausa vogliono darti maggiore consapevolezza su un fastidio che può si manifestarsi prima e anche dopo questo importante periodo di cambiamento.

Sebbene queste perdite di sangue anomale in menopausa non siano, nella maggior parte dei casi, sintomo di qualcosa di grave, è sempre meglio consultare il Medico al più presto.

Per il Medico, infatti, la diagnosi è più facile proprio durante il sanguinamento: può determinare da dove provenga e le cause della comparsa di quelle fastidiose macchie scure in menopausa e in pre-menopausa.

Ricordati che la diagnosi è essenziale per capire di cosa si tratta e orientare il Medico nella scelta della cura più adatta alle tue esigenze.

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