Veronica Pivetti: «L’erotismo delle 50enni è un tabù»

Attrice, doppiatrice (anche di cartoni animati leggendari), regista, conduttrice, e da qualche anno scrittrice dai toni fermi e concreti.

Veronica Pivetti è figlia d’arte, e in quanto tale fa delle arti il suo metodo di comunicazione: da sempre una personalità poliedrica e schietta, è stata la prima ed unica scelta di Verdone per l’indimenticabile Fosca di Viaggi di Nozze, un personaggio totalmente succube del marito e delle convenzioni.

Tutto l’opposto di Veronica, che si ribella alle convenzioni sociali: recita in ruoli decisi, doppia personaggi iconici, conduce talk show di cultura con acutezza e sensibilità. Scrive di problemi femminili con un linguaggio esplicito e spudorato.

Il suo ultimo libro, “Per sole donne”, racconta la storia di 5 amiche che vivono la quotidianità erotica senza risparmiare colpi: tradiscono, sbeffeggiano, provocano.

Sembra una storia brutta, fatta di abitudini che non ci appartengono: e se invece fossimo proprio noi a “tirarcene fuori”? E se fossimo noi a sentirci in imbarazzo quando ci troviamo a parlare di sessualità?

Tutto quello che non riesci a dire

Il libro parla proprio delle confidenze tra le protagoniste: amiche, cinquantenni, dubbiose, a tratti smarrite.

Facile rispecchiarsi in questa storia, lo sappiamo cara amica; il segreto di Adelaide e le sue amiche sarà proprio quello di parlare e sfogarsi l’una con l’altra.

Il trucco, se c’è, è proprio quello di non chiuderti a riccio ma di sfogarti: sui tuoi dubbi, sulle tue paure, nel confronto con l’altro sesso.

La menopausa non deve essere un limite, come dichiarato da Veronica a Il Corriere: «stavolta mi concentro su un’altra questione. Quando una donna tocca il traguardo dei 50 anni, viene in mente solo la menopausa, il crollo del desiderio, e toccare l’argomento del sesso è un tabù. Invece no: cambia il desiderio, ma non muore. Cerco di sfatare tanti luoghi comuni attraverso l’incontro, lo scontro, le confidenze tra Adelaide, 52enne, e le sue amiche coetanee.»

Parte di queste storie è la realtà per cui molte donne, alla soglia dei 50, avvertono i segni di un’insofferenza profonda.

Avvertono il matrimonio come una trappola, manifestando il desiderio di evadere e sperimentare nuove sensazioni.

Come dichiarato da Veronica: «è vero: ho fatto quadrato con le donne. Non faccio la femminista dell’ultima ora, ma tra maschi e femmine c’è un passo differente nella maturazione. Noi maturiamo più in fretta e a volte capita, nel matrimonio, che avvertiamo il rapporto col coniuge come zavorra, aneliamo alla libertà.»

La mancanza di dialogo è quello che potrà causarti più problemi; devi riuscire a parlare con il tuo compagno e a spiegare come il tuo desiderio si sta trasformando.

Perché è questo il punto del periodo cruciale che attraversi, il non saper (o il non poter) comunicare quello che stai provando.

La nostra è, in generale, una società che consente poco alle donne di sdoganare tabù; pensate solo all’omosessualità femminile, ancora troppo poco accettata e trattata come un qualcosa da nascondere, a fronte però di una più vasta accettazione dell’omosessualità maschile (dove le società lo consentono).

Nel libro “Per sole donne” si parla anche di questo.

Un altro tabù da sdoganare. Ad Adelaide piacciono gli uomini: ha marito, amanti… ma alcune sue amiche sono felicemente lesbiche. Nella nostra società omofoba si dà più spazio ai gay che alle lesbiche.

(Veronica Pivetti)

Sul sesso siamo indietro anni luce rispetto al mondo, già solo per quello che riguarda l’educazione sessuale giovanile: sentire una donna parlare esplicitamente di sesso è troppo oltre anche per il più progressista. Un approccio che deve cambiare assolutamente.

Il sesso è tuttora un tabù e ridere di un tabù è ancora più divertente.

(Veronica Pivetti)

E noi siamo d’accordo con Veronica! Nessuno può impedirti di confessare ad un’amica quel desiderio o quel peccatuccio che ti sei concessa, e nessuno dovrebbe impedirti di insegnare al tuo compagno quali sono le nuove frontiere del tuo piacere.

Veronica Pivetti conduce su Rai3 Amore Criminale, dove le storie di donne oltraggiate si intrecciano alla consapevolezza che alcuni uomini si sentono inferiori al sesso femminile.

Questa spirale orribile fa parte del meccanismo secondo cui la donna non ha lo stesso diritto di un uomo di vivere al di fuori delle quattro mura domestiche, o che non possa interessarsi ad altro (anche un lavoro) che non sia il suo uomo.

A tal riguardo Veronica, che nello spettacolo teatrale “Viktor und Viktoria” interpreta sia il protagonista femminile che quello maschile, confessa: «a differenza di cinema e tv, il rapporto con gli spettatori che stanno seduti davanti a te è fisico, carnale, quasi erotico. Li devi conquistare.»

E forse è un po’ questo che dovresti tenere bene a mente cara amica: una donna può davvero essere ciò che vuole e comprenderne a pieno la natura.

Se vuoi essere sensuale, devi farlo, perché hai la sensibilità giusta per capire fin dove puoi spingerti; se, invece, vuoi essere meno pudica, avanti tutta! Soprattutto con le parole, non devi limitarti mai.

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